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Il badante di Forino

12 ore fa
Tempo di lettura: 4 min

15,8 km; 460md+; traccia; relive

L'ultima escursione ufficiale del team risale a più di un mese fa. Il 25 settembre, in gelido sabato mattina, Francesco, Raimondo ed Alfonso erano saliti sul Partenio e lì il buon Peppe di Mercogliano aveva visto spaccarsi sotto i suoi occhi il cambio della sua amata (e quasi a lui coeva) Cube.

Lo shock fu incredibile. Nel mese di ottobre il sempre attivo e preciso Francesco aveva trovato nel dark web tutto l'occorrente per la riparazione del l'oramai più che vetusto componente e già a metà del mese delle castagne la bici era pronta per una nuova avventura. Poi a causa del maltempo, influenze e impegni di famiglia il giro ed il battesimo del nuovo cambio tardava ad arrivare. Finalmente i nostri attempati eroi riescono ad organizzarsi ed il 31 ottobre ecco i quattro moschettieri Alfonso, Francesco, eMario e Raimondo pronti per rimettere in sella le loro stanche membra.


Per il giorno che precede la notte di Halloween, il Direttore ha organizzato un anello (e si doveva essere un anello, ma così non sarà) nei castagni di Monteforte irpino. Un anello di 25 km e 650 metri di dislivello positivo, giro già fatto nel lontano ottobre del 2022 (link al blog). Quindi tutto faceva presagire una tranquilla escursione, in zone conosciute e verificate.



L'appuntamento è a Forino, dove l'unico posto in cui è certo trovare parcheggio e il vicino cimitero. Come al solito il primo ad arrivare è il nostro eMario, finalmente con noi dopo aver issato a secco il la sua barchetella. A seguire sopraggiungono Alfonso e Raimondo, che non si vedevano da più di un mese e hanno avuto seri problemi a riconoscersi. Ed infine, con il suo consueto ritardo di 5 minuti, l'eroe delle riparazioni, Francesco.



Dopo aver ammirato la bici di Raimondo e l'ottimo lavoro dell'Atomico, si parte per il vicino bar ed il caffè (con pasticciotto e raffiolo al cioccolato) offerti da un raggiante Peppe di Monteforte. Poi inizia il giro con un trasferimento ai piedi della lunga salita che da Forino porta a Monteforte.


Raimondo non smette di parlare del cambio e del nuovo sellino, anche questi procuratogli dall'Atomico Francesco. Nel pedalare Francesco nota che la ruota posteriore di Raimondo è sgonfia. Peppe di Monteforte, che non si era accorto di nulla, si ferma. Ed è ancora un volta Francesco ad occuparsi dell'amico e a portare a pressione le sue ruote. Oramai ha assunto il ruolo di badante del buon Raimondo. La cosa ispira in Direttore che annuncia di aver trovato il titolo del post di oggi.


Si inizia a salire. La strada costeggia grossi castagni, i cui ricci lambiscono i bordi della carreggiata. Sono per lo più vuoti, già ampiamente "saccheggiati" in questo fine ottobre. Ma ogni tanto qualche castagna si trova ed è eMario il più accanito nelle ricerca, mentre gli altri tre proseguono lungo la dura salita e fremendosi molto raramente (Alla fine del giro eMario porterà a casa oltre 4 kg di castagne!).


Dopo oltre 5 chilometri dalle auto, ed avendo superato 230 metro di dislivello, i nostri 4 bikers arrivano all'imbocco del sentiero sterrato che li condurrà nel fitto dei boschi. Qui è da registrare un insolita resistenza di eMario che consultando il suo Garmin è convinto che la direzione indicata da Alfonso sia errata. Il direttore cerca di spiegare che è certo che sia questo sentiero, avendolo già imboccato tante volte. Ma niente eMario è irremovibile e non vuole salire. "Ok, Mario ti assicuro che è qui. Facciamo così se hai ragione a fine giro ti offro un bel aperitivo. Ma sei hai torto lo offri tu". "Alfo' e che ti voglio perdere per un aperitivo, se hai ragione lo offro a tutti!". Decisione presa e si passa la sbarra per salire nella direzione indicata da Alfonso.


percorsi pochi metri della ripida salita su sterrato, il buon eMario ammette che quella era la direzione giusta, imputando la cosa all'imprecisione del segnale satellitare e poi alla variazione dell'asse di rotazione terrestre e non ultimo alle radiazioni solari che avrebbero impallato il suo Garmin. Tant'è, il team ha un aperitivo offerto in sospeso da riscuotere in una delle prossime uscite.


La salita è quella giusta, ma è anche bella tosta. Raimondo deve procedere a piedi. Poi si entra nel bosco e Alfonso cede la sua e-bike all'amico, così che si procede tutti in modo spedito.


Nel bosco continua la raccolta delle castagne, scarse in quantità ma di buona fattura. Ad un bivio c'è una prima indecisione. Alfonso procede con una veoloce perlustrazione e poi si prende il sentiero a destra. Dopo un un chilometro si comincia a scendere e si accede ad un tratto in falso piano. Qui le castagne sono più numerose, per la gioia soprattutto di Mario. Dopo aver attraversato un paio di cancelli aperti, al chilometro 8, ecco l'amara sorpresa. L'ennesimo cancello, ma stavolta chiuso, alto ed invalicabile. Dopo aver valutato i possibili scenari, ovvero 1) provare a scalare la griglia; 2) agirare l'ostacolo penetrando nel fitto del bosco su costone alla nostra sinistra; 3) tornare indietro, decidiamo per l'unica soluzione sicura. Tornare indietro. Peccato. In effetti mancano pochi metri all'imbocco del nuovo sentiero, ma dovremmo entrare in un proprietà privata nel mezzo della raccolta delle castagne. Decidiamo quindi di desistere.



La discesa è veloce e si procede in ordine sparso. "ragazzi ci vediamo alla sbarra". Raimondo schizza per primo. Seguito da Alfonso che raccolta qualche altra castgna si lancia nella lunga discesa. Mario e Francesco invece si attardano, la loro sfida è di raccogliere fino alll''ultima castagna ancora disponibile tra i mille ricci vuoti.


Arrivati alla sbarra, Alfonso propone di effettuare una perlustrazione del sentiero sull'altro versante. Nè il Direttore, nè Mario o Riamondo si accorgono che Francesco è ancora tra i ricci. L'atomico arriverà alla sbarra e non vedendo nessuno scenderà direttamente alle auto.


Intanto i tre gironzolano un po', in cerca di altre castagne. Ma anche lì è roami tardi e non cìè nulla più da raccogliere. Alfonso intanto non vedendo Francesco lo chiama e si accorge del problema. Poco male. Lui è autonomo e può ripartire in anticipo. Gli altri dopo poco ritornano sulla strada provinciale e dopo pochi minuti sono alle auto.




Il bilancio finale è positivo. Pura avendo acrociato di molto, l'escursione di oggi è stata ideale peur una ripresa graduale delle attività. 15 chilometri, 460 metri di dislivello, il consueto pieno di battibecchi, incomprensioni, cambiamenti di percorso e tante risate. Il team è tornato e cercherà di dare continuitù alle loro avventur ein MTB. Alla prossima.


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