Chalet al quadrato
- Alfonso Calabrese
- 20 giu
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 9 ore fa
In questo torrido giugno 2026, con temperature che stabilmente si attestano oltre i 30 gradi, la sola location possible per il giro settimanale sono i 1200 metri di altitudiane media del Partenio. Ed è qui che sabato 20 giugno si ritrovano i nostri eroi di oggi, ovvero i moschettieri Peppe del Partenio, l'Atomico Francesco, il Direttore (ad interim) Alfonso a cui si aggiunge oggi un sempre pimpante Nicola Gambalesta. Il quarto moschettiere, il Dartagnan di Ponticelli, ovvero il mitico eMario, oggi ci da buca, preferendo il mare alla montagna.
In attesa delle prossime elezioni del nuovo Direttore Tecnico (o la riconferma dell'attuale ?!?), Alfonso abbozza un piano di massima: Funicolare, Chalet e poi si vede. Gli eventi porteranno i 4 a fare un inedito doppio Chalet (lo Chalet al quadrato, appunto) e discesa "quasi" inedita verso Summonte.
I 4 si ritrovano in perfetto orario a Mercogliano alle 8:40 e sono sulla prima corsa delle funicolare, quanto mai affollata di pelllegrini e bikers. Peppe del Partenio, ha la brillante idea di proporre di prendere il caffè in quota, al bar del santuario. Ottima idea, non fosse per il fatto che il bar apre alle 10. Quindi dopo il saluto alla Madonna, niente caffè e si comincia a pedalare.
Arrivati in cima e superato il tunnel a buon ritmo, con Nicola e Alfonso in testa e Francesco e Raimondo in coda, si affronta il celebre trail lo Chalet, dove le posizioni si invertono ed i veloci e spericolati Raimondo e Francesco arrivano in testa al curvone del primo tratto.
Effettuiamo anche il secondo tratto dello Chalet, quello meno battuto e con linea meno netta e pulita. Ad ogni modo, nessuna caduta e i quattro sono al quadrivio del rifugio Forcetelle alle 10.15, dopo circa un'ora di pedalata.
Qui inizia il consueto dibattito e la valutazione dei possibili scenari: "Malopasso, Campo di Summonte e Fonte San Giovanni ?", "No, troppo lungo". "Salita a Campo Maggiore e Panoramica ?", "No, troppo corto". "Faggeta ?", "Tu si pazz !".
Insomma il gruppo è come al solito coeso e compatto !!!
Poi però ecco il genio, la proposta che spariglia e che trova il consenso di tutti. E' Raiomondo a parlare "E se scendessimo qui a destra verso Summonte ? Mi sembra che non lo abbiamo mai fatto.". "Ottima idea", prosegue Alfonso "Dai facciamo così. Ora saliamo a Campo Maggiore, ci facciamo il giro della piana. Quindi risaliamo in cima al tunnel. Poi rifacciamo lo Chalet e qui scendiamo a Summonte !". Tutti d'accordo. E si inizia a pedalare sulla provinciale verso Campo Maggiore.
Arrivati a Campo Maggiore, e fatte valanghe di foto nella piana, in un prato che sembra un mare color smeraldo, si prosegue in salita, sulla strada che riporta verso il monastero. Qui Raimondo comincia ha evidenziare le prime difficoltà. La consueta staffetta con la ebike di Alfonso, gli fornisce un po' di tregua e quando riparte per ripercorrere lo Chalet è di nuovo in ottima forma.

Il secondo Chalet è ancora più fluido del primo, con lo "stradista" Nicola, sempre più a suo agio nei tratti tecnici, nonostante inforchi sempre la front "scippata" anni fa al fratello.
La discesa verso Summonte è si molto ripida e voloce ma quasi tutta su una specie di "asfalto bianco", o almeno così viene definita da Alfonso. In effetti si tratta di cemento e ciottoli. Ma per questa definizione i sui amici lo "perculeranno" tutto il tempo "bella sta discesa, perccato sia su asfalto !". "Incredibile trovare tutto questo asfalto in alta montagna ... ", e così via.
Dopo circa 3 chilometri con pendenze da brivido (15%-25%), i quattro arrivano con i dischi dei freni incandesenti a Sumonte. Qui altre foto e poi dopo altri 5 chilometri di strada alle auto.
Qui si chiude questo post. Grazie per l'attenzione e alla prossima avventura !












































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