SeriNO
- Alfonso Calabrese
- 2 giorni fa
- Tempo di lettura: 6 min
Dopo la tragicomica uscita sul Partenio, a Pietrastornina, in settimana il team sembra interdetto. Dubbioso se affidarsi ancora al Direttore ed ai suoi tracciati pieni di insidie e punti oscuri. "Alfo' perché per sabato non facciamo un'uscita tranquilla in posti che conosciamo ?" era il pensiero un po' di tutti, espresso in modo più che chiaro nella chat di gruppo.
Alfonso, dal canto suo, voleva farsi perdonare ma nello stesso tempo aveva voglia di andare alla scoperta di nuovi territori. E quindi già da lunedì comincia a scandagliare tutti i siti dove i bikers pubblicano le loro uscite e alla fine decide per un giro sui monti Picentini, nel versante avellinese. Serino sarà la base con un anello, di 25 chilometri e 650 metri di dislivello, che segue il letto del fiume Sabato, nella gola formata dal Monte Terminio, a sinistra, e Monte Garofano, a destra. Per convincere gli amici, Alfonso studia a fondo la ragnatela dei sentieri CAI dei monti picentini (per i più curiosi qui una guida completa di tutti i sentieri). "Ragazzi allora il giro percorrerà i sentieri CAI 129, 106 e 169. Tutti tracciati e percorribili. State tranquilli". Alla fine gli amici, Francesco, Mario e Raimondo, si fidano e approvano il giro. E, come vedremo anche questa volta, la fiducia non sarà del tutto ben riposta. L'anello di Serino non si chiuderà e i nostri eroi saranno costretti a tornare indietro. (PS. Da cui il titolo Seri-NO).
Cerchiamo di fare ordine e partiamo con la cronaca degli eventi, stavolta i stile "radiocronaca".
Ore 08.45, Serino. I quattro amici si ritrovano in un grazioso bar della frazione Sala per il consueto caffè e cornetto (1 diviso in 3). Temperatura rigida ma piacevole. Morale alto.
Ore 08.55. Arrivo al parcheggio del Hotel Serino, base logistica di oggi. Bici montate in pochi minuti. Francesco fa uso delle avanzate tecnologie del direttore (gonfiatore a colonna) per portare a pressione le sue gomme.
Ore. 09.05. Km 0. Si parte in perfetto orario. Raimondo ha bisogno di rientrare al massimo alle 14 a Napoli. Alfonso lo rassicura, saremo alle auto alle 13 e alle 14 a Napoli. Al massimo alle 14.30. Raimondo annuisce, ma la sua espressione mostra una leggera preoccupazione.
Ore 09.20. Km 1,9. Dopo un primo tratto in salita su asfalto il team prende uno sterrato (CAI 129). Lo scenario è molto bello. Il sentiero corre parallelo alla strada, immerso in un bosco di castagni e faggi. Il morale è sempre alto e a Francesco sfugge un malaugurante "Che bello. Vuoi vedere che Alfonso è riuscito ad organizzare un giro di alto livello !".
Ore 09.40. Km 3,8. Il sentiero si getta nuovamente su asfalto. La strada è costellata di aree attrezzate private per pic-nic ed un numero imprecisato di agriturismi.
Ore 09.56. Km 6,2. Dopo un trasferimento sempre in leggera salita, i quattro arrivano al primo punto di interesse di oggi: le antiche mura di “Civita di Ogliara”, datate secondo gli ultimi studio all'ottavo secolo D.C.
Ore 10.35. Km 9,66. Sempre in salita si prosegue su questa striscia di asfalto immersa nel verde. Qui il team scova in un tornante un punto con delle piccole cascate. Nonostante la premura di Raimondo, anche qui il team si ferma per le consuete foto (qui effettivamente splendide!).
Ore 11.17. km 12,3. La salita dura da più di dodici chilometri. Raimondo e Francesco, in muscolare anche oggi, hanno bisogno di continue soste e le loro energie cominciano a scarseggiare. E' l'occasione per nuove foto, ad un piccolo abbeveratoio.
Ore 11.25. Km 12,6. Dopo poche centinaia di metri ecco il Passo della Renna, un passo scavato nella roccia che unisce in sentiero CAI 169 con il 169B. La stanchezza è tanta ed il solo Alfonso ha la voglia di salire e farsi immortalare nel passo.
Ore 11.40. Km 14,3. Dopo ancora una piccola salita, finalmente si scende. Il sentiero però è scavato dall'acqua ed in molti tratti i nostri eroi di oggi sono costretti a scendere e proseguire a piedi. Ad ogni modo tutto sembra procedere secondo i minuziosi piani di Alfonso ed in linea con il cronoprogramma. Dopo l'ultimi tratto di discesa (in sella) ecco che raggiungono un fiumiciattolo in una radura. Mucche al pascolo in libertà sembrano non curarsi troppi di questi intrusi. Ed è qui che iniziano le disavventure di oggi.
Ore 11.45. Km 14,5. "Ragazzi forza, la traccia dice che dobbiamo salire su quella collina. Vedete ci sono i segni del CAI che indicano il sentiero." E' Alfonso che rompe un silenzio irreale. I tre amici alzano lo sguardo e restano basiti "Alfo' ma chi ci arriva là sopra ! Ma stai scherzano ?". In effetti la pendenza in alcuni tratti supera il 20% e la risalita, spingendo la bici, sembra molto dura. I quattro, spinti da un sempre ottimista Alfonso ci provano. Ma dopo pochi metri gettano la spugna. Di qui non si passa.

"Cha facciamo ragazzi, torniamo indietro al Passo della Renna ?". "Sì, io direi di sì.". E' Electric Mario che per primo appoggia la proposta di Alfonso. "E chi ce la fa a risalire sino al Passo! No, no ragazzi qui ci sono altri sentieri; prendiamone uno e vediamo dove ci porta.". Raimondo, forte della sua intuizione a Pietrastornina sette giorni fa, è deciso a non tornare indietro. Si discute poi Alfonso scova effettivamente un sentiero tratteggiato sul Garmin, che ci porterebbe ad una strada asfaltata. si decide di tentare.
Ore 12.28. Km 15,01. Il sentiero si rivela un budello in salita, interrotto da alberi abbattuti dai venti. Mario nel tentativo di superare un ostacolo cade rovinosamente. Nessun danno per Mario e soprattutto per la sua Trek. Ossa abbandonate di bovini, testimoniano la durezza della via. Lungo la salita Alfonso si accorge che questa non è la via segnata dal Garmin. Allerta il gruppo. Ma nessuno vuole gettare via la fatica fatta e si decide di proseguire. Dopo quasi un'ora di una fatica estrema arrivano ad un punto morto. Il sentiero scompare tra i boschi che degradano verso la gola del fiume.
Ammettere che lo sforzo fatto sinora è stato vano è dura. Ma oramai i piani sono saltati e se si vuole tornare prima che la notte avvolga questi fitti boschi, bisogna decidere. Francesco non vuole desistere e parte in avanscoperta nel dirupo. Niente non c'è una via possibile. Dietro front. Si torna al ruscello delle vacche.
Ore 13.05. km 15,9. Il tratto ripercorso in senso opposto, seppur in discesa, non è meno faticoso, dovendo oltrepassare nuovamente le decina di tronchi che sbarravano la via. Il primo ad arrivare è Raimondo, che si accorge di un altro sentiero che corre lungo il ruscello. In effetti sembra questo il sentiero presente sul Garmin di Alfonso. Ed è il Direttore, che sopraggiunge subito dopo Raimondo a partire in avanscoperta. "Raimondo qui non c'è campo. Io vado e se il sentiero è promettente lancio il segnale di via libera Bike&Ski, ovvero 3 fischi".
Ore 13.10. km 16,0. Dopo aver oltrepassato profonde pozze di fango, il sentiero prosegue abbastanza largo lungo il fiume. Alfonso lancia il segnale e dopo pochi minuti il team si ricompatta e prosegue lungo il nuovo sentiero.
Ore 13.20. Km 16,2. Anche oggi la maledizione sembra ammantare di una luce sinistra l'incedere dei nostri bikers. Dopo neanche duecento metri, dopo un piccolo strappo in salita ed una curva a destra, il sentiero scopare, portato via da una slavina di terra. Niente. Anche questa via non è percorribile.
Lo sconforto misto ad una rabbia ancestrale pervade i nostri bikers. Ma è questa rabbia che dà loro nuove energie. "Ragazzi", esordisce Alfonso, "lo so è dura, ma non ci resta che tornare su al Passo della Renna. E' l'unica via sicura.".
Ore 13.50. km 17,4. Mario ed Alfonso in sella alle loro bici elettriche risalgono verso il passo. Anche per loro è dura, dopo i chilometri percorsi a piedi nei vani tentativi di trovare una via d'uscita. E se per loro è dura, per i poveri Francesco e Raimondo la situazione è a dir poco tragica. Ma non si sa come, riescono a trascinarsi al Passo della Renna. Dal Passo la strada è quasi tutta in discesa e i nostri bikers si lanciano a tutta velocità verso le auto, ripercorrendo la strada fatta poche ora prima.
Ore 14:33. km 29. Dopo quasi 5 ore e mezza di salite, fango, alberi caduti e sentieri che scomparivano nel nulla, i nostri eroi sono finalmente alle auto. Distrutti ma sani.
E qui finisce questo nuovo resoconto, sperando che il prossimo post sarà per un giro tranquillo dove tutto andrà secondo i piani. Forse.
Alla prossima avventura !






















































Commenti