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La luna e il castello

Immagine del redattore: Alfonso Calabrese
Alfonso Calabrese
1 giorno fa
Tempo di lettura: 5 min

Aggiornamento: 4 ore fa

27,6km; 500md+; traccia; relive

Il team si ritrova numeroso e motivato in quel di San Felice a Cancello per una nuova avventura, la prima dopo la lunga pausa estiva. Le scorie dell'inattività sono presenti in molti atleti. Roberto ed Alfonso sono reduci dai chilometri percorsi a Portes du Soleil. Mario si è allenato in solitaria, pedalando in numerose località estive. Francesco e Raimondo, invece, sono fermi da inizio luglio e vedremo che questa loro inedia si farà sentire oggi.


Va ricordato che dopo le discussioni sulla qualità delle tracce, Il Direttore Alfonso è stato riconfermato nella carica dal Presidente Roberto con un mandato a tempo indeterminato, e con pieni poteri sulla scelta di tracce, location e con facoltà assoluta di espellere temporaneamente o per sempre componenti ribelli del team.


Le temperature sono ancora alte e il Direttore ha proposto per oggi San Felice, dove il trail dell'acquedotto, lungo sterrato in falso piano nella boscaglia, dovrebbe garantire condizioni di fresco ed ombra.


Come accennato nell'incipit, oggi sono presenti oltre ad Alfonso e Roberto, l'Atomico Francesco, Peppe di San Felice Raimondo ed electric-Mario. I cinque si ritrovano alle 8.15 davanti ad un insolitamente chiuso (per ferie) bar Chersoni e montate le bici partono alla ricerca di un altro bar.





Il Presidente in tema di bar è molto esigente, ma dopo aver raggiunto e scartato un paio di locali, il gruppo lo costringe a fermarsi in un piccolo bar prima della deviazione verso la montagna. Il bar è effettivamente assai improbabile, ma il caffè è buono. Scattata la foto di rito (attenzione questa foto sarà essenziale per risolvere il "dramma" che si produrrà di lì a poco) il gruppo riprende la pedalata verso la salita del castello.



La traccia prevede la classica salita sul versante sud verso il castello del Matinale. La salita, con vista sul Vesuvio, è lunga e poco pendente e consente quindi ai 5 eroi di oggi di riscaldare le gambe. Il viaggio è "allietato" da e-Mario che canta in modo ossessivo-compulsivo il ritornello del successo di Friendly-Looka, Luna. Il motivetto entra nel cervello di tutti e non può non influenzare il titolo dell'avventura di oggi (qui il link, per chi volesse ascoltarla come sottofondo del post).



I due in bici muscolare, ovvero i non allenati Francesco e Raimondo, salgono con ritmo compassato, e nel giro di 20 minuti il team è ai piedi dell'imponente castello medioevale.



Ricaricate le borracce di acqua, all'unica fontanina nel raggio di 10 chilometri, il team affronta lo strappo al 15% prima di iniziare il trail dell'acquedotto. Ed è proprio qui che si consuma il "dramma" per Francesco. Arrivati in vetta gli elettrici Roby, Mario ed Alfonso attendono gli ultimi due. Ma dopo poco è il solo Raimondo a raggiungere gli amici. "E Francesco ?", "Che fine a fatto ?".

Raimondo, sfinito dalla salita non proferisce parola, ma dal movimento ondulatorio della testa si capisce che non ne sa nulla.

Mentre si attende, ecco una che squilla il cellulare di Alfonso. E' Francesco. "Alfo' ho perso lo zaino, sto tornando alla fontan ...". Poi la linea cade.

Ecco qui l'atteso primo intoppo di giornata. Francesco è disperato. Nello zaino ha documenti e chiavi dell'auto. Torna giù alla fontana ma non trova nulla. A questo punto non sa che fare ed è deciso a ripercorrere la strada in senso inverso, scendendo verso valle.

Intanto Alfonso, che come al solito ha scattato già decine di foto, ha l'intuizione di giornata. "Ragazzi vediamo nelle foto da quando Francesco non ha più lo zaino.". "Allo fontana no". "Al castello no". "Lungo la salita no". "E neanche al bar". "Bingo deve averlo lasciato al bar". Alfonso prova a richiamare al cellulare Francesco ma non ha campo. Si fionda quindi in discesa alla fontanella, sperando che Francesco non abbia deciso di tornare indietro. Francesco è ancora alla lì. I due, tramite la geolocalizzazione della foto al bar, trovano il numero di telefono. Chiamano e fortunatamente lo zainetto era lì. Lo conserveranno per quando il team sarà di ritorno. Il giro può continuare.


Dopo lo spavento dello zaino, i cinque si lanciano finalmente nel lunghissimo trail dell'acquedotto che li conduce lungo il versante Nord, all'estremità Est della montagna, in direzione di Arienzo.



I sette chilometri del trail vengono percorsi ad un ritmo forsennato, tirati dal Presidente. Nonostante l'Ironman del team mantenga il motore della sua Trek rigorosamente spento (sarà una forma di masochismo al sua ? ai posteri l'ardua sentenza), è stempre in testa al gruppo. Arrivati alla fine del trail, si aprono due possibilità: a sinistra ridiscendere verso valle e rientrare lungo la nazionale alle auto, oppure a destra, salire verso il trail del castello di Arienzo e quindi ridiscendere a valle e intercettare più a nord la nazionale.


Per lo stremato Raimondo il problema non si pone neppure "sinistra". Francesco, anche lui molto stanco e un tantino in ansia per lo zaino, decide di seguirlo. I tre elettrici, ancora con oltre l'80% di carica residua, vorrebbero conquistare il secondo castello di giornata. Mai come stavolta il team decide in maniera serena di dividersi, contando sul fatto che gli elettrici saliranno ad alta velocità e quindi il team si ricongiungerà alle auto quasi in modo sincrono (ma così non sarà per i problemi tecnici, stavolta incontrati da Alfonso).


Salutatisi, il team si divide e come da programma Alfonso, Mario e Roberto, innestato il turbo dei loro motori (superbi Bosh SX 4.0 per Alfonso, TQ 2.0 per Roberto ed "un vetusto ed oramai obsoleto" Avinox M1 per e-Mario) si lanciamo verso il castello.


Conquistato il castello di Arienzo, i tre si lanciano nella lunghissima discesa fino a valle verso l' abitato di Arienzo. Dei due muscolari, Francesco e Raimondo, non si hanno informazioni ne testimonianze fotografiche. Si saprà poi che a fatica ripercorreranno la nazionale ed attenderanno gli elettrici al bar, dopo aver ritrovato lo zainetto disperso.



Intanto gli elettrici arrivati a valle si fermano ad un negozio di ortofrutta per 3 banane rigeneratrici. Lo stop in realtà non è dovuto ad un improvviso calo di potassio, quanto alla gomma a terra di Alfonso. Le spine del castello, dopo aver ferito ad un braccio Roberto (prontamente medicato) hanno infatti mietuto una seconda vittima, la ruta posteriore della Scott di Alfonso. Il Direttore però, confidando nella potere "occulto" del lattice presente nella camera d'aria, rigonfia semplicemente la ruota. Il lattice funziona solo parzialmente. Lungo gli 8 chilometri che li separano dalle auto, Alfonso si fermerà a rigonfiare la ruota altre due volte.


Ricongiuntisi al bar dello zaino ritrovato, per il team è l'ora del bilancio e del rientro. Una prima uscita adrenalinica e dura il giusto, con una modulazione a seconda dello stato di forma degli atleti. E con due imprevisti. Se il buongiorno si vede dal mattino, numerose e nuove peripezie attendono il team Bike&Ski nella nelle prossime avventure !




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