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Comole e Baccalà

  • Immagine del redattore: Alfonso Calabrese
    Alfonso Calabrese
  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 23 ore fa

19,3km; 480md+; traccia; relive; video

Dopo la perentesi vesuviana ed i suoi sentieri percorsi dal team tante e tante volte, in quest'ultimo week-end di marzo si torna ad esplorare nuovi territori. Ma niente paura, stavolta nessuno si è perso e il giro si è concluso nei tempi stabiliti. Ma come da inossidabile tradizione, con qualche variante.



Secondo i piani di Alfonso il giro di oggi prevedeva un "otto" composto da due anelli: partenza da Castel Morrone, la salita verso Caserta Vecchia, il trail del monte Baccalà, il trail del monte Virgo e poi il rientro verso nord (primo anello) ed a seguire gli sterrati delle voragini carsiche Comola Piccola e Comola Grande (secondo anello). Al giro organizzato dal Direttore Alfonso, oggi hanno dato piena adesione l'Atomico Francesco, Peppe di Caserta Vecchia Raimondo e Nic Gambalesta Nicola.


Partiti in orario dalla frazione Annunziata di Castel Morrone, lasciamo quasi subito l'asfalto per un sentiero in piano. Dopo pochi metri dobbiamo però abbandonarlo, a causa del fondo dissestato e la presenza di fitti rovi. Tornati su asfalto, riprendiamo la traccia e ci fermiamo al primo bar per il caffè di rito (oggi 4 schiumati ed una polacca crema e amarena !).


Arrivati alla rotonda di castel Morrone e dopo gli scatti di gruppo, iniziamo la breve ma intensa salita verso Caserta Vecchia.



La salita viene percorsa a gran ritmo da Alfonso, con l'ausilio del suo motore Bosch in modalità Eco e dal sempre in forma Nicola, nella sua muscolare orange "scambiato". Arrivati al bivio, in attesa dei più compassati Francesco e Raimondo, Alfonso parte in avanscoperta per verificare il percorso verso le Comole, da fare alla fine del giro dopo l'anello sul monte Baccalà.


Dopo esserci ricompattati, procediamo in direzione Caserta Vecchia ed al chilometro 5,7 iniziamo il trail verso la vetta del monte Baccalà. La salita è dura ma non impossibile e dopo poco meno di un'ora siamo in vetta.



Dopo un'altra valanga di foto, continuiamo con alcuni saliscendi (più sali che scendi, dirà Raimondo), ed ammiriamo il panorama su Castel Morrone con sullo sfondo il Matese innevato ed il borgo di Caserta Vecchia. Poi una bella e veloce discesa ed arriviamo al bivio verso il Monte Virgo.



Qui facciamo due chiacchiere con un 87enne, arrivato qui in cima da solo alla guida di una Panda ed in procinto di raccogliere asparagi selvatici. Poi ragioniamo sul da farsi. Il sentiero per il monte Virgo prevede circa un chilometro di salita. Dopo una veloce valutazione, spinti da un intransigente Raimondo ("io sto già ucciso"), decidiamo di saltare questa tappa e riservarci le energie per l'esplorazione delle Comole (inedite per noi).


Giriamo quindi a destra e scendiamo verso Caserta Vecchia lungo i tornanti della ripidissima e stretta stradina, fatta in salita dall'attempato signore sul pandino. In allegria scendiamo e percorriamo l'asfalto a chiusura del primo anello, poi scendiamo ci immettiamo sul secondo sterrato per le Comole.


Qui iniziamo a salire, sempre su pendenze importanti ma non impossibili. Alfonso è sempre in testa e verifica la bontà della traccia. Arrivato in vetta, viene raggiunto da un biker locale, Filippo, che in MTB Front muscolare va al doppio della sua velocità.


Raggiunti da Nicola, Francesco e Raimondo decidiamo di seguire Filippo che ci guida alla scoperta di questo versante.



Percorriamo una serie di bellissimi tratti in discesa, fino a lambire la Comola Piccola. Decidiamo, sempre guidati da Filippo, di lasciare le bici e ci incamminiamo sino al bordo della voragine, con un diametro di 30 metri ed una profondità di oltre 100 metri: dall'alto lo spettacolo è incredibile e le foto non rendono l'effetto "terrore" provato a stare a pochi centimetri dal ciglio. (Le Comole sono sono incavi carsici formati in seguito all’erosione di pareti dovuti ad infiltrazione d’acqua, ndr).



Lasciata la Comola Piccola, sempre seguendo divertentissimi trail in discesa arriviamo all'imbocco della ben più imponente Comola Grande: 800 metri di diametro ed una profondità di 300 !


Seguendo le precise indicazioni dell'esperto Filippo, arriviamo in pochi minuti a valle e risaliamo poi verso la frazione di Annunziata e quindi alle auto. Salutato e ringraziato Filippo, smontiamo le bici quasi increduli che tutto sia filato liscio: nessuna caduta, nessuna bucatura, nessuna rottura meccanica, non ci siamo persi e abbiamo rispettato i tempi, praticamente un miracolo !


Manterremo questo trend anche nella prossima avventura ? Non ci resta che scoprilo. Grazie per l'attenzione ed a presto !




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