Alta via dei Monti Lattari
- Alfonso Calabrese
- 12 mag 2019
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 10 ott 2019
Giro portato al termine nonostante le molte difficoltà: alla partenza da Napoli (Raimondo non sente la sveglia ed alle 8 è ancora a letto), in auto (il nuovo portabici di Gene è incompatibile con le mtb, dobbiamo incastrare 3 bici nel bagagliaio), lungo la strada (Generoso sbaglia per 3 volte l’uscita della Tangenziale) ed infine di coordinamento (Alfonso fornisce info errate a Mario).
Le difficoltà iniziali non incidono in alcun modo sul morale del team, pronto ad affrontare un giro tra i più difficili della ormai lunga e consolidata storia Bike&Ski. Il presidente Generoso ha la brillante idea di rinunciare a 11 km di salita, chiedendo al buon e-Mario di lasciare lui a valle l'auto per il ritorno: forte della sua tecnologica Trek elettrica, e-Mario quindi sarà il solo a completare l'anello, mentre Gene, Raimondo ed Alfonso inizieranno il percorso al km 11, prima del traforo per Agerola.
Preso il caffè il gruppo si divide, Mario inizia a pedalare e gli altri ripartono in auto.
Alle 10.30 Mario raggiungere il traforo ed il team, ora nuovamente compatto, si dirige lungo il lungo tunnel in direzione Agerola.



Dopo un breve tratto in sterrato inizia la lunga salita che ci porta, dopo numerosi strappi al 15%, sull'alta via dei Monti Lattari. Il percorso è immerso nel bosco e, nonostante le dure salite, è molto suggestivo.








Giungiamo sul primo punto panoramico, dove sarebbe possibile ammirare verso nord il Golfo di Napoli e verso Sud il mare della costiera. In realtà oggi il cielo è velato e sul versante sud persiste una fitta foschia che cela il panorama. Pedaleremo per almeno un'altra ora per giungere sul Monte Cerreto, altro punto iper-panoramico ma totalmente immerso nella nebbia.
Suonata la campana all'altare della Madonna ci dirigiamo sulla vetta del Monte Megano.














IL giro è comunque molto bello e le brevi discese sono molto divertenti. Anche Raimondo, oggi (come sempre) perennemente al telefono, sembra apprezzare il tracciato. Generoso, come negli ultimi tempi, è molto silenzioso (non ha abbastanza ossigeno nei polmoni per sprecarlo) e Mario rimugina sulla sua salita in solitaria nei primi 11km, non avendo ancora chiaro il perché di questa strategia. Siamo sulla dura salita del Megano e dalle retrovie Generoso, raccolte le ultime energie, esprime i suoi dubbi sul sentiero che stiamo percorrendo: "Ragazzi questo percorso non mi convince!". Alfonso tranquillizza Generoso: "Presidente siamo sulla strada giusta, risparmia le energie".
Dopo 45 min siamo in vetta e iniziano 8 km di pura adrenalina in discesa, lungo i 21 tornanti del diavolo.










Raimondo scende a tutta velocità, sfrecciando e saltando sulle pietre acuminate del sentiero. Anche qui come da tradizione, al penultimo tornante buca la ruota anteriore. Per guadagnare tempo decidiamo di dividerci: e-Mario ed Alfonso si avviamo per raggiungere l'auto a valle e poi salire in auto a recuperare quella a monte; Gene e Rai si fermano a Gragnano a cercare un posto dove gustare la specialità del luogo, un dietetico e leggero panuozzo !
Tra traffico stradale, processioni e difficoltà tra i vicoli, Mario ed Alfonso raggiungo in auto dopo quasi un'ora il ristorante, dove Gene e Rai hanno già consumato un lungo e strutturato antipasto. Qui si chiude la bella, complicata, stancante ma sempre magnifica giornata di sport e divertimento !!!










Chi la dura la vince!