Terzigno broken chain
- Alfonso Calabrese
- 18 nov 2023
- Tempo di lettura: 4 min
Aggiornamento: 22 nov 2023
Il terzo weekend di novembre è limpido e soleggiato, ma viste le tante defezioni, si decide per un giro breve e non troppo distante da Napoli. La scelta cade sul versante sud del Vesuvio, dove torniamo ad esplorare la pineta di Terzigno.
Vedremo come oggi, per poter far ritorno a casa, ci toccherà "sequenziare i cromosomi" della catena di Raimondo. Ma come sempre è meglio cominciare dall'inizio.
Oggi Mario è in estasi per il suo ultimo acquisto, ovvero l'ennesima e-bike Trek di ultimissima generazione. E' lui il primo a raggiungere il ritrovo all'entrata della pineta, sabato 18 novembre alle 8 e 30. Subito dopo arriva la coppia di bikers, che ha sulle spalle il record assoluto, per il nostro team Bike&Ski, di chilometri percorsi, di numero di giri effettuati ma il record di cadute. Parliamo di Raimondo, oggi in veste di Peppe del Vesuvio e del Direttore tecnico Alfonso. Per l'uscita odierna, Raimondo utilizzerà una leggera e scattante front GT in carbonio, messagli a disposizione dal Direttore, essendo la sua in manutenzione. Raimondo, infatti, deve risolvere il problema dell'ammortizzatore posteriore e si è affidato a Salvio, il suo meccanico di fiducia. Salvio è però in serie difficoltà. Sta contattando, per il momento senza successo, tutti i principali musei delle due ruote in Europa, per trovare il pezzo di ricambio per l'oramai datata bici di Raimondo.
Ma oggi è un giorno speciale, sarà con noi, dopo un'assenza di 4 anni il mitico Santino. Il nostro Santino è sicuramente il più forte tra noi, e con la sua esperienza e tecnica, ci ha aiutato nei nostri esordi nel modo delle due ruote e ci ha regalato emozioni e tanta tante risate.
Ed almeno così era il piano, ma di Santino alle 8 e 40 nessuna traccia, sia a Terzigno che su WhatsApp. Decidiamo quindi di metterci in sella ed iniziamo il primo tratto: subito su sterrato e subito in salita. E' una sorta di anello di circa 3 chilometri, al termine del quale potremo provare ad intercettare Santino, qualora avesse deciso di venire.
Dopo neanche due chilometri avviene il patatrac. È infatti letteralmente questo il suono che proviene dalla bici di Raimondo, che, provando a superare l'ennesima salita, trancia di netto la catena.

La rottura della catena è uno dei rari imprevisti che non possono essere risolti se non si possiedono due fondamentali dotazioni: uno smaglia-catena ed una falsa maglia. "Nessun problema", afferma tranquillo Alfonso "ho tutto per la riparazione". Alfonso infatti da tempo immemore non esce mai senza tutto l'occorrente per riparare la bici.
Mentre prepariamo il "paziente" ed il carrello dei ferri, sopraggiungono altri due bikers, che mossi a compassione si uniscono alla task force. Uno dei due bikers, Giuseppe, mantiene il deragliatore in tensione, mentre Alfonso analizza i due monconi della catena. Tirata fuori la falsa maglia dallo zainetto ecco arrivare il primo intoppo. Ad Alfonso sfugge una metà della falsa maglia, che dopo un moto a parabola di circa un metro, si adagia a terra in mezzo a centinaia di foglie. Sarà Raimondo, dopo una ricerca di dieci minuti abbondanti a ritrovare il pezzettino di metallo. Tiriamo un sospiro di sollievo e riprendiamo l'intervento.
C'è da considerare che la catena è fatta di segmenti alternati "maschi" e "femmine" (-M-F-M-F-) e che la falsa maglia è un maschio speciale, composto da due metà componibili (Ms). Va da sé quindi che se a rompersi è un maschio, occorre rimuovere questa maglia danneggiata e sostituirla con la falsa maglia (-F-Ms-F-). Mentre se si dovesse rompere una femmina, occorrerà sacrificare anche due maschi per ripristinare la sequenza giusta (-F-M-/-M-F => F-Ms-F).
Bene i nostri bikers, già stanchi per i 2 km di salita, desiderosi di riprendere quanto prima il giro e spinti da Mario che si produce in un incessante invito a procedere "vai Alfonso", "forza ragazzi", "spingi qui", "tira là", commettono un grave errore nel "sequenziamento" della catena. Certi che la maglia rotta fosse una femmina, rimuovono una ulteriore maglia, per poi accorgersi di essersi sbagliati. Ora la catena ha due maglie mancanti (-F-/-/-M-F). A questo punto occorrerebbe rimuovere ancora un maschio. Per evitare ciò Alfonso propone di rimontare la femmina appena smagliata. Dopo un breve consulto con tutta l'equipe, si procede e la femmina viene ripristinata alla meglio (F*). Poi montiamo la falsa maglia (-F-Ms-F*-M) e quindi rassembriamo la bici.
Raimondo prova a pedalare e sembra andare tutto per il verso giusto. Raimondo, motivatissimo, scatta in avanti e lo perdiamo di vista. Facciamo 20 metri e dopo una curva lo ritroviamo con ... la catena in mano. La femmina ripristinata aveva ceduto. Intanto la salita è finita e, ancora in compagnia dei due bikers locali, ci lanciamo sulla discesa, in direzione delle auto dove provare a "riaprire" e sistemare il problema.
Il sentiero è ripido e divertente. Prendiamo velocita. Anche troppa e uno dei due bikers da poco conosciuti fa un bel volo nei rovi. Caduta spettacolare ma fortunatamente senza conseguenze.

Terminata la discesa troviamo ad aspettarci un sorridente Santino, che aveva raggiunto Terzigno direttamente in bici da casa (distante 20 chilometri). Ci rimettiamo all'opera. Rimuoviamo prima la femmina danneggiata (F*), poi sacrifichiamo il maschio (M), applichiamo nuovamente la falsa maglia e chiudiamo (F-Ms-F). Ora la catena è di circa 2 cm più corta, ma pienamente operativa.

Ci sono quindi le condizioni per continuare il giro. Il sentiero riparte in salita e poi si immette in una lussureggiante pineta. Pedaliamo con buon ritmo e copriamo circa 6 chilometri. Arrivati alla nuova cima, decidiamo, stavolta in piena serenità e di comune accordo, di non seguire più la traccia e di provare nuovi sentieri.
Scendiamo lungo il versante ovest della pineta e dopo circa 20 minuti ci ritroviamo a valle, alla provinciale tra Boscotrecase e Terzigno. Alla nostra sinistra, maestoso il grande cono ci guarda benevolo dall'alto.

Percorriamo la provinciale per circa 2 chilometri in direzione delle auto. Ci fermiamo al nostro solito Bar per un veloce caffè e per salutare Santino che proseguirà in sella fino a casa. Per lui oggi saranno 50 km e per noi "solo" 10, ma belli tosti. Smontiamo le bici, fieri di aver anche oggi risolto non pochi problemi, e facciamo ritorno a casa. Alla prossima avventura !


























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