Caos alle Mainarde
- Alfonso Calabrese
- 7 gen 2023
- Tempo di lettura: 5 min
Aggiornamento: 9 feb 2023
19Km; 590 md+; traccia; relive; video integrale; highlights
Dopo un dicembre di uscite minori, in solitaria o a coppie, decidiamo di iniziare l'anno con un'avventura di tutto rispetto. La proposta del giro lungo i caratteristici muretti a secco molisani, pur comportando un trasferimento in auto di oltre un'ora, viene accettata con entusiasmo da tutto il gruppo ed alla partenza in quel di Filignano (Is) siamo ben in 7. Rigorosamente in ordine discendente di valore economico delle bici, oggi il team B&S schiera: Mario, Fabio, Roberto, Alfonso, Francesco, Andrea e Raimondo (l'ultimo posto di Raimondo è da rivedere, in quanto la sua bici pare stia assumendo valore nel mercato del modernariato, al pari del grammofono e degli amplificatori a valvole).
Il piano, studiato nei minimi particolari da Alfonso, prevedrebbe complessivamente 27Km con poco più di 800m di ascesa, suddivisi in due anelli contigui, da percorrere ciascuno in senso orario. E' un giro che in passato fu teatro di altre avventure, a cominciare dal 2015 con Alfonso, Roberto ed il mitico presidente Generoso. Poi, 2 anni più tardi, vide la partecipazione alla terribile gara "Mainarde Bike Race" di Alfonso e Raimondo, arrivati vivi, fieri e felici agli ultimi posti.
Sono passati molti anni e i nostri eroi sono un tantino meno giovani, ma sicuri di essere in grado di misurarsi nuovamente con l'appennino molisano.
Arriviamo in perfetto orario a Filignano alle 8.45. Stavolta il punto di ritrovo non è il cimitero del paese; Alfonso ha fissato il quartier generale in prossimità del campo sportivo, ai piedi del vecchio paese.
Montiamo le bici tremando dal freddo. La temperatura è infatti prossima allo zero e alcuni tra noi temono di non essersi attrezzati abbastanza per queste temperature polari. Il cielo è limpido e splende un luminoso sole, quindi ci aspettiamo che la temperatura possa salire.
Al grido di guerra "start recording", Alfonso inizia la registrazione video e il gruppo parte alla conquista delle Mainarde.
Primo stop alla chiesa del paese e consueta foto di gruppo. Il giro sarà lungo e duro e quindi cerchiamo di accelerare le operazioni di scatto e riprese varie.


Il primo tratto è in salita per circa 11 km. Pedaliamo ad un ritmo calmo a piccoli gruppi distanziati di qualche decina di metri, essenzialmente su asfalto, con un breve tratto su sterrato. I più in palla sono gli elettrici Fabio e Mario, poi, tra i muscolari, Andrea e Francesco. Raimondo, così come Alfonso, non forzano ma pedalano tranquilli. Roberto sembra leggermente affaticato (viene da un giro di 50km fatto ieri in quel di Roccaraso) e tiene il loro ritmo pacato. Arriviamo dopo circa 40 minuti alla frazione di Mennella.





Qui Alfonso da un'occhiata al suo Garmin e vede che è possibile effettuare un taglio ed evitare quello che per lui, dal piccolo schermo dei suo ciclocomputer, è un tornante. Ferma il gruppo ed indica in un vicoletto della piccolissima frazione molisana, la strada da seguire. Raimondo non comprende e chiede il perché di questo taglio. Come al solito, il solo Alfonso ha la traccia scaricata, quindi il resto dei bikers attende la decisione. Alfonso è sicuro e Raimondo non insiste. Qui si consuma un enorme errore (che spiegheremo poi). Ma questo non è l'unico problema.
Dopo il vicoletto ci ritroviamo in traccia e iniziamo un primo tratto di sentiero lungo i muretti a secco. Alfonso, che ricordava vagamente questi luoghi percorsi 6 anni prima, comincia ad avere dei dubbi: "ragazzi ma a me questa sembra la fine del giro.".


Comunque continuiamo ed i veloci e-bikers Fabio e Mario proseguono spediti, imboccando però un sentiero sbagliato. Alfonso, dalle retrovie con Andrea, urla di fermarsi. Alla spicciolata ritornano Mario, Fabio, Roberto e Raimondo. "ma Francesco dov'è ?", si domanda un preoccupato Fabio. "Raimondo, ma tu lo hai visto ?". "No, ma non stava dietro con voi ?". "Ragazzi ma alla deviazione a Mennella era con voi ?", con questa domanda alla quale nessuno risponde, ci rendiamo conto che ci siamo persi Francesco. Proviamo a chiamarlo, ma sembra che lui sia in una zona senza campo. Facciamo il punto della situazione: siamo in mezzo ai campi, abbiamo svoltato uscendo dal percorso, Francesco non conosce questo territorio e non ha sul suo cellulare la traccia. E' quindi impossibile che lui possa ritrovarci. Occorre che un e-biker torni indietro e provi a cercarlo lungo la strada prima e dopo Mennella. Ma sia Fabio che Mario non conoscono i dintorni e non hanno la traccia. Alfonso quindi inforca la bici di Fabio e, raccomandando al resto del gruppo di non muoversi, parte a tutta ripercorrendo i muretti fino a Mennella.
Arrivato sulla strada prova ancora al cellulare, niente. E mentre gli altri 5 si selfano allegramente al sole, decide quindi di proseguire oltre Mennella.

Utilizzando il motore, Alfonso sale a tutta velocità per oltre 2km. Ma di Francesco nessuna traccia. Allora prova a tornare indietro, passa Mennella e prosegue a ritroso per altri 3 km. Strada deserta e nessun segno del nostro biker di Pomigliano. Prova ancora ed ancora sul cellulare e quando oramai ha perso ogni speranza il buon Francesco risponde: "Alfo', ma aro cazz state ?!?".
Francesco era a 5km oltre Mennella. Dopo la chiamata fa dietrofront e in pochi minuti si ritrova con Alfonso che lo aspetta al punto della svolta. "Ah France' ma perché ti avvii da solo se non hai la traccia ?". Con questa domanda ed un sorriso Alfonso accoglie l'amico appena arrivato a Mennella. "Ma quando mai ! Io vi ho perso parecchi chilometri fa. Ero con Raimondo e l'ho perso di vista. Sono andato indietro a cercarlo. Non l'ho trovato e quando sono tornato non vi ho trovato più. Quindi ho ripreso la via sperando che voi vi foste fermati.". Questa è la ricostruzione di Francesco, che ancora oggi non riusciamo a capire del tutto.
Ad ogni modo siamo felici di esserci ritrovati. Alfonso avverte Andrea che stanno tornando e Andrea gli dice che loro si sono mossi e sono lungo il percorso (che intanto Raimondo ha caricato sul cellulare). Siamo proprio una banda di musica, pensa uno sconfortato Alfonso, che pur avendo chiesto agli altri di non muoversi è stato nuovamente ignorato.
Ma il caos non finisce qui. Come dicevamo prima di accorgersi dello smarrimento di Francesco, Alfonso e Raimondo avevano dei dubbi su questo taglio di Mennella. Ed infatti, come è possibile vedere dalla traccia, quella che Alfonso crede fosse un tornante è invece la giunzione dei due anelli. Di fatto Alfonso, con questa deviazione, ha tagliato tutto l'anello superiore.
Dopo 10 minuti ci ritroviamo. E ci rendiamo finalmente conto di aver sbagliato. Non dovevamo tagliare ma proseguire dopo Mennella. Ma il danno è fatto e decidiamo di continuare, rinunciando così a circa 10km del percorso originario.
Foto a gogo per festeggiare il ritrovamento del fuggitivo e continuiamo in un saliscendi lungo i muretti.





Intanto la temperatura è salita e ci godiamo questi luoghi di una bellezza disarmante. Torniamo brevemente su asfalto ed arriviamo alla chiesetta di pietra e poi imbocchiamo uno stretto trail per circa 2 km.




Usciamo dal bosco ed imbocchiamo l'ultima e tostissima salita lungo un sentiero di ghiaia bianca. Ora la temperatura è fin troppo alta e la salita mette a dura prova tutti. Roberto sembra comunque procedere in modo tranquillo, nonostante vari dolori a gambe e spalle. Mario e Fabio sono a metà batteria, quindi vanno che è un piacere. Francesco ed Andrea si godono la salita ed il panorama. Raimondo ed Alfonso arrancano: "Alfo' e meno male che abbiamo sbagliato e tagliato 10 km ! E chi ce l'avrebbe fatta a fare sta salita !". "Raimo' ci stiamo facendo vecchi ..." è l'amara considerazione di Alfonso, contrariato non tanto per la fatica, ma per l'errore commesso sul taglio.



E' da poco passato mezzogiorno e siamo sul punto più alto. Ora ci aspetta una lunga discesa tra le rocce. Ce la godiamo tutta e dopo qualche pausa e valanga di foto arriviamo alle auto dopo circa un'ora.





Anche oggi un'avventura con l'A maiuscola. Posti incantevoli, perfetta (dis)organizzazione e tante tante risate. Decidiamo di sugellare la giornata con un "frugale" pasto in un agriturismo della zona.

E' ora di tornare. Grazie per la lettura ed alla prossima avventura con il team Bike&Ski.








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