Pantaniello lake
- Alfonso Calabrese
- 6 ago 2017
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 10 gen 2021
Roberto, Raimondo ed Alfonso, dopo aver visto il presidente solo e triste in quel di Pescocostanzo, decidono di raggiungerlo sulle vette abruzzesi per un impegnativo tour alla ricerca del Pantaniello, uno specchio d'acqua di epoca paleolitica, sempre presente nei lunghi racconti del presidente.
La partenza da Napoli è all'alba per poter iniziare il giro alla piana delle cinque miglia in orario utile ad evitare il caldo. Questi erano i piani, poi però la serata del sabato si protrae fino alle 3 di notte e quindi i nostri eroi partono l'indomani ben oltre le 7 da Napoli. Poco prima delle 9 siamo al punto di partenza, ma occorre aspettare il mitico Generoso, che pur partendo da pochi chilometri arriva in clamoroso ritardo.
Cominciamo il giro che si intersecherà più volte con la Granfondo Amabruzzo, in svolgimento proprio questa domenica da Rivisondoli.




Dopo alcuni chilometri in piano, iniziamo la salita della montagna spaccata fino a quota 1600 m. Ci fermiamo per un rapido caffè (con plumcake associato), e facciamo il pieno d'acqua. Nonostante l'altitudine siamo a 35° alle 10h30 del mattino !





Torniamo in sella e continuiamo a salire. Incrociamo più volte gli atleti della gara che viaggiano a velocità incredibili. Sono difficili anche da fotografare. Arriviamo poi alla zona più alta dove gli alberi sono solo un ricordo: siamo a 39° e i chilometri cominciano a farsi sentire. Generoso finalmente trova il bivio per il lago Pantaniello e noi già immaginiamo questo scenario da lago alpino con cascate rinfrescanti. Ci incamminiamo quindi stanchi ma fiduciosi.






Alla fine eccolo il lago Pantaniello. Pienamente coerente con il suo nome, ovvero un bel pantano: acqua torbida, odore nauseabondo e mosche in quantità industriali. Raimondo ne è entusiasta ed a stento evitiamo che aggredisca non solo verbalmente il nostro sempre amato presidente. Dopo una foto volante riprendiamo la via della vetta dell'Aremogna.


La salita è bella tosta ed abbiamo terminato le scorte di acqua. Il Pantaniello non ci ha aiutato e quindi speriamo in un punto ristosro della gara. Quasi alla disperazione e col labbra aride, in lontananza oltre la steppa gialla e bruciata da un sole sahariano, scorgiamo una tenda bianca. Sgraniamo gli occhi. Non vediamo però cammelli, sarà un miraggio o l'oasi della salvezza ? Fortunatamente si tratta di un punto di ristoro dove l'angelico personale ci offre frutta, sali minerali, gel di proteine e aminoacidi e acqua a volontà.




Dopo aver mangiato di tutto e con la morte nel cuore, lasciamo il ristoro ed affrontiamo l'ultima e più dura salita che ci porta alla sospirata vetta. Qui troviamo altra frutta ed acqua e dopo la foto di gruppo ci buttiamo in una discesa lungo le piste da sci, Fondo pietroso, con un breve single treck nel bosco. Dopo neanche 30 minuti di discesa siamo nuovamente alle auto. Sono passate le 16h e decidiamo di non pranzare e fare ritorno a Napoli.










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